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Il futuro è un lavoro di tutti - intervento di Andrea Manciulli in occasione del 1°Maggio

01-05-2009 - News Generiche
Le catastrofi naturali ed umanitarie che hanno colpito così duramente e drammaticamente il nostro paese e che stanno minacciando il mondo intero hanno catalizzato l´attenzione dell´opinione pubblica nelle scorse settimane, ponendo in secondo piano la crisi economica ed i suoi effetti sulla vita reale delle persone. Per questo il Primo maggio è una data così importante. Non saremo certo noi a sperare che presto la vita nelle tendopoli dei terremotati abruzzesi finisca nel dimenticatoio, e non attribuiremo al Presidente del consiglio la responsabilità della febbre suina in Messico. Ma il presenzialismo frettoloso di Berlusconi risulta in certe occasioni quantomeno sospetto, in un paese che contemporaneamente registra in queste ore dei dati esplosivi: l´occupazione nelle grandi imprese ha segnato a febbraio un ulteriore calo del 3,2% al netto della Cassa integrazione, e continuano a diminuire i salari ed i redditi dei lavoratori. Molte aziende in queste settimane chiudono i battenti senza che se ne senta la voce, come se nulla fosse. Milioni di giovani precari hanno subito per primi e continuano a subire nel silenzio la forbice della crisi economica, molto spesso privi di rappresentanza sociale e della possibilità concreta di organizzare rivendicazioni collettive. Sulla sicurezza il ministro Sacconi prepara una revisione delle sanzioni che rischia di vanificare gli straordinari risultati di diminuzione degli infortuni e delle morti bianche già raggiunto dal Testo Unico varato dal centrosinistra. Il governo ricerca su ogni materia di dividere il sindacato e le forze sociali, quando per uscire da questa crisi servirebbero unità, coesione e concertazione. La Toscana, a tutti i livelli, sta cercando di arginare un fiume che avrebbe bisogno di interventi strutturali, di una nuova politica economica nazionale sull´esempio americano, a partire dai grandi settori industriali, ma capace di riattivare tutto il vasto sistema delle piccole e medie imprese. Il Primo maggio serve a dare una nuova centralità a questi temi, per tornare a guardare alle soluzioni possibili e a quelle che non stanno funzionando. E c´è un´altra ragione per cui abbiamo bisogno del Primo maggio: ne ha bisogno il Partito Democratico. Stiamo affrontando una stagione molto complessa, nella quale la spinta iniziale con la quale ha preso il via il nostro progetto politico ha incontrato non poche difficoltà. Andiamo verso le elezioni europee, e resta aperto il bisogno di definire con più chiarezza il nostro sistema di valori, la nostra cultura politica. Non per ridurre ad una sottrazione l´incontro tra le diverse culture politiche che sta alla base del Pd, ma per costruire un nuovo orizzonte ideale condiviso. Questa crisi economica, come altre del resto, ci hanno dimostrato come le facili e veloci ricchezze finanziarie finiscano altrettanto rapidamente per trasformarsi in bolle speculative, trascinando l´economia reale sull´orlo di un baratro senza fondo. Anche il consenso politico, quando viene costruito sul vuoto, rischia crolli non meno vertiginosi. Ripartire dai fondamentali, rimettere al centro il lavoro ed i lavoratori, costruire uno schieramento capace di rappresentare nel mondo e in Italia l´alternativa reale al fallimento della destra, è un compito per cui vale la pena spendersi fino in fondo. Buon Primo Maggio!

Andrea Manciulli
Segretario regionale del Pd della Toscana

Fonte: Partito Democratico Toscana

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